RITORNO DILUVIO IPOTESI Support independent publishing: buy this book on Lulu.


SCIENZA - IPOTESI

I BUCHI NERI



Siamo nel campo della Teoria e ci sembra opportuno affrontare questo argomento ricollegandolo all'inizio dell'Universo visto secondo la Teoria del Big Bang.-

Come si è accennato negli articoli precedenti, l'origine del Big Bang produsse la formazione di questo Universo comprensivo di tutte le leggi che lo regolano e tra queste, anche quella del Moto Pendolare che sarà alla base di questo argomento.-

Ritorniamo al Big Bang e cerchiamo di immaginare i primi istanti in cui inizia la trasformazione dell'Energia (in precedenza era solo Forza perché mancava la grandezza Tempo) in materia ovvero, la formazione delle particelle primordiali che iniziano a disegnare lo Spazio.-

La forma di questa grandezza non può che essere sferica perché con questo solido si ottiene il massimo volume con la minore superficie e anche perché qualsiasi sistema di forza possa esistere al suo interno interagendo, mantiene il contesto in perfetto equilibrio dinamico.-

Non possiamo immaginare che l'effetto del Big Bang abbia prodotto una distribuzione uniforme della massa iniziale, ma è più logico ritenere che la distribuzione sia avvenuta in modo casuale e gli agglomerati si siano stabilizzati in una continua evoluzione secondo le leggi che regolano la Gravitazione Universale e la quantità di Materia, man mano che il sistema procedeva nella costruzione dello Spazio, si sia aggregata secondo la distanza e la velocità dei singoli agglomerati.-

Da questo processo di accrescimento si sarebbero formate le diverse Galassie primordiali e da esse i primi sistemi stellari e loro annessi.-

Sappiamo che il Tempo ovvero la funzione che deriva dall'entità che è la Velocità è definito solo per quella grandezza fisica che è la Luce a cui fa riscontro una velocità di 300 mila Chilometri al secondo.- Al di sotto di questa velocità avremo Massa, al di sopra uno stato di Potenza.-

Per quanto concerne la Massa o Materia, il Tempo è funzione dello stato di aggregazione ovvero, la quantità di Massa che costituisce i diversi insiemi per cui, ogni insieme avrà il proprio Tempo e questo sarà Zero quando la massa di un insieme avrà raggiunto il completo passaggio da Energia Potenziale a Materia aggregata; in quel preciso istante, la velocità sarà Zero ed il Tempo sarà anch'esso al valore Massimo totalizzato e lo stesso dicasi per lo Spazio relativo a quella Massa la quale avrà raggiunto il Massimo volume nel Cosmo.-

Ne deriva, che per ogni complesso stellare o Galassia esista un tempo di evoluzione e l'espansione nello Spazio Cosmico avverrà funzione solo della singola Massa aggregata partendo tutte, però da un solo punto dal quale ogni cosa ha incominciato ad evolversi con una velocità iniziale pari a quella della Luce.- Per questa ragione, le maggiori masse aggregate avranno un tempo di evoluzione maggiore mentre quelle a massa aggregata minore arriveranno alla velocità Zero in un tempo inferiore. Una volta che la velocità di espansione arriva al valore di Zero, la velocità si inverte di segno e lo spazio incomincia a contrarsi come anche il Tempo.- La massa aggregata aumenta la propria densità ed il tutto costituito dalla massa aggregata, ma che era arrivata alla massima dilatazione in equilibrio soltanto dovuto alle forze gravitazionali proporzionali alle singole masse aggregate, con l'inversione del fattore Velocità, prevalgono le forze centripete e le diverse masse aggregate (stelle, pianeti e quanto costituente queste Galassie) tendono a confluire in un nuovo punto annullando tutto il volume costruito nella fase di espansione precedente fino a raggiungere la massima concentrazione di massa dove tutto ciò che era stato quel singolo Universo è, ora materializzato in uno spazio ridotto a Zero per poi riesplodere nuovamente e generare un nuovo piccolo universo.-

In queste fasi, per noi che siamo degli osservatori esterni a quel sistema, man mano che questo si richiude su se stesso a causa dell'inversione della velocità di espansione, ci appare come una spirale che tende a defluire in una zona centrale inesistente per le nostre sensazioni visive e strumentali.- Queste zone dell'Universo da noi non definibili attribuiamo il nome di buchi neri perché in quella zona della Galassia, la Velocità totale risulta quella della Luce a cui si è aggiunta quella della contrazione del sistema e, quindi per noi osservatori esterni, non siamo interessati da nessuna emissione luminosa in quanto la Velocità di propagazione non riesce a superare lo Spazio negativo che quelle masse stanno formando contraendosi.-